Descrizione
Carassius auratus red cap
Il carassio dorato o pesce rosso (Carassius auratus (Linnaeus), 1758) è un pesce d’acqua dolce, appartenente alla famiglia dei Cyprinidae
Descrizione
Il pesce rosso presenta una struttura anatomica ben proporzionata con corpo piuttosto affusolato ma robusto. Tutte le pinne sono mediamente proporzionate, con la caudale leggermente bilobata. La bocca, piuttosto piccola, è priva di barbigli, a differenza di quella presente nella carpa, specie a cui assomiglia nella forma generale del corpo. Le sue dimensioni vanno da 2–3 cm a 20–25 cm. La linea laterale è praticamente diritta e conta mediamente 30 scaglie.
La colorazione degli avannotti, che al momento della schiusa delle uova sono lunghi 4 millimetri, nonché degli esemplari molto giovani, è sempre bruno-olivastra come per il Carassius carassius; salvo nei rari casi di albinismo. La mutazione alla livrea rosso-arancio, che contraddistingue il carassio dorato d’allevamento da quello selvatico, avviene dal terzo all’ottavo mese di vita salvo per esemplari albini che rimarranno chiari per sempre. Il principale fattore ambientale che regola la mutazione del colore è la temperatura dell’acqua: esemplari allevati a temperature inferiori ai 18 °C, infatti, tenderanno a rimanere per sempre di livrea bruno-olivastra; gli esemplari allevati in vasche la cui temperatura superi i 20 °C, muteranno in gran numero nel caratteristico colore rosso-arancione.
Distribuzione e habitat
Questa specie è originaria dell’Asia orientale (Cina meridionale), ma è stata da così tanto tempo introdotta in altre aree che è estremamente difficile ricostruire il suo areale originario. Allevato e selezionato dal X secolo in Cina e diffuso in Europa alla fine del XVII secolo, il Carassio rosso può raggiungere e superare la lunghezza di 20 cm se allevato in un laghetto.
Il pesce rosso in natura vive in fiumi, laghi e specchi d’acqua calma, fino a una profondità massima di 20 metri. I pesci rossi e le altre carpe vengono immessi spesso in acque stagnanti per ridurre la popolazione di zanzare. Va detto però che la loro introduzione ha spesso conseguenze negative sull’equilibrio dell’ecosistema locale
Biologia
I pesci rossi possono soffrire di alcuni disturbi, i principali sono l’ulcera e l’idropisia.
L’ulcera in genere è contagiosa, non si può curare, ma raramente uccide il pesce, anche se spesso lo mutila. Avendone la possibilità è d’obbligo isolare il pesce malato. Negli allevamenti, quando raggiungono i 13 cm di lunghezza vengono vaccinati, ed è molto difficile che in futuro si ammalino di ulcera batterica.
Il dropsicismo (o idropisia) è una malattia un po’ più rara, il sintomo principale è uno “spettinamento” delle squame. In pratica il pesce sembra arruffato, poiché accumula troppa acqua nel corpo, e la sua nuova forma spinge le squame in fuori. Questo disturbo può uccidere il pesce, ma non è ritenuto contagioso.
Per evitare i disturbi è bene che l’acqua dei pesci rossi sia sempre pulita e che fra le decorazioni dell’acquario non rimanga cibo in fermentazione.
L’acqua andrebbe parzialmente cambiata con regolarità. Nella stragrande maggioranza dei casi l’acqua di rubinetto va bene, e può essere utile preventivamente lasciarla decantare indicativamente una decina di ore per liberare nell’aria il cloro in essa disciolto.
Per cambiare l’acqua dagli acquari usare un tubo flessibile per succhiarla via, usarlo come fosse un aspirapolvere per raccogliere i residui, e togliere circa il 10% settimanale (o il 20% se la si cambia ogni due settimane) dell’acqua quindi versare l’acqua pulita senza spostare il pesce, che viceversa verrebbe sottoposto a stress inutile.


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